RISPARMIARE ENERGIA PER COSTRUIRE IL FUTURO
Il 16 Febbraio si celebra ogni anno la Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, un'iniziativa nata per sensibilizzare governi, aziende e cittadini sull'importanza di ridurre i consumi energetici e l'impatto ambientale. Questa Giornata, promossa per la prima volta nel 2005 dall'emittente radiofonica Rai Radio 2 nel programma Caterpillar con la campagna "M’illumino di Meno", si svolge a livello globale per una settimana con eventi, conferenze e azioni concrete per un uso consapevole delle risorse.
È il nostro pianeta che chiede respiro, mentre il cambiamento climatico e l’inquinamento mettono a rischio presente e futuro. L’energia che consumiamo proviene in gran parte da fonti non rinnovabili, il cui sfruttamento eccessivo ha già generato conseguenze devastanti: scioglimento dei ghiacci, eventi climatici estremi, desertificazione. Ogni anno le emissioni di anidride carbonica aumentano e le previsioni degli scienziati sono tutt’altro che rassicuranti. "La Terra fornisce abbastanza per soddisfare i bisogni di ogni uomo, ma non l’avidità di ogni uomo", ricordava Gandhi. Un monito che oggi suona più attuale che mai.
Ma come possiamo intervenire concretamente? I governi investono nelle energie rinnovabili, le aziende ripensano i loro processi produttivi, ma il cambiamento deve partire anche dalle nostre abitudini quotidiane: spegnere le luci inutili, ridurre l’uso degli elettrodomestici superflui, adottare lampadine a LED e preferire trasporti sostenibili sono gesti semplici ma incisivi.
Uno dei settori che incide pesantemente sui consumi energetici è l’industria della moda, in particolare il fast fashion. Produzione frenetica, materiali sintetici, spedizioni intercontinentali e spreco di capi invenduti: dietro un vestito a basso costo si nasconde un prezzo ambientale altissimo. L'industria tessile è responsabile di circa il 10% delle emissioni globali di anidride carbonica e consuma enormi quantità d'acqua: per produrre un solo paio di jeans servono circa 7.500 litri, l’equivalente di ciò che una persona beve in sette anni! Come possiamo cambiare questa realtà? Prima di tutto, adottando un approccio più consapevole negli acquisti: comprare meno, scegliere capi di qualità e materiali sostenibili, supportare il second-hand e il riciclo. Numerosi marchi stanno adottando modelli di produzione etici e il fenomeno della moda circolare si sta sviluppando sempre di più.
Tutto questo è necessario proprio perché il futuro non è un’idea astratta, ma qualcosa che costruiamo ogni giorno con le nostre scelte. Se oggi non interveniamo, domani non avremo più margini di manovra. Ridurre il consumo energetico non significa solo risparmiare sulle bollette, ma soprattutto garantire un pianeta vivibile alle generazioni future. Ecco perché la transizione ecologica non è più un’opzione, ma un imperativo. Le istituzioni hanno sicuramente un ruolo cruciale, ma il vero motore del cambiamento siamo noi, con le nostre decisioni quotidiane. Scegliere un abbigliamento sostenibile, spegnere una luce, ridurre gli sprechi: ogni piccolo gesto ha un impatto.
Il futuro non si aspetta, si costruisce, perché "non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli".
(scritto da Claudia Candigliota e Anna Cangiano - Redazione Blog)